Approvata la legge per l’istituzione del Garante Regionale dei detenuti, prima firmataria la capogruppo Sgherri. Sgherri: finalmente! Dopo un lungo iter siamo giunti all’approvazione. Si istituisce una figura necessaria e urgente
2009-11-11
Esprimo grande soddisfazione per la discussione e approvazione oggi da parte dell’aula del Consiglio Regionale di questa proposta di legge, la quale sana una lacuna nella legislazione regionale permettendo di dotare la Toscana di una figura di tutela fondamentale, sempre più necessaria in una fase come quella che stiamo vivendo, che vede la questione trasformarsi in vera e propria emergenza sociale. Cosi Monica Sgherri – Capogruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea in Consiglio Regionale in merito alla discussione, questo pomeriggio da parte dell’assise regionale, della proposta di legge regionale per costituire l’Ufficio del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di cui è prima firmataria. Il testo originale – prosegue Sgherri – era stato da noi presentato nel 2007, abbiamo dovuto poi aspettare più di due anni prima che l’iter si sbloccasse; sblocco che ha portato in un mese circa a giungere – apportate le necessarie modifiche – alla discussione e approvazione in aula oggi. Finalmente. Si tratta nel merito – prosegue ancora Sgherri - di colmare una lacuna legislativa e, nel merito, di un istituto di estrema rilevanza civile in quanto ha il compito dare un contributo ad assicurare la finalità rieducativa della pena e il reinserimento sociale dei condannati così come, più in generale, l’effettivo godimento dei diritti fondamentali – civili e sociali - della persona all’interno delle strutture restrittive della libertà personale, quindi i suoi diritti fondamentali e una dignitosa qualità della vita. L’Ufficio del Garante si occuperà non soltanto delle problematiche dei detenuti ma anche di quelle di coloro che si trovano in altre strutture che dove si assiste a forme di restrizione della libertà personale. Un istituto “terzo” rispetto alle strutture carcerarie e simili. Una figura, quella del Garante, che se è necessaria al di là delle vicende contingenti, riveste certamente il carattere di particolare urgenza visto lo stato di invivibilità, sovraffollamento e i gravi accadimenti nelle carceri avvenuti nelle ultime settimane. Una situazione quella che si vive nei penitenziari anche toscani, anche toscani, che per dimensioni e gravità sta assumendo il carattere di vera e proprio allarme intollerabile sociale. Adesso l’impegno da profondere è quello di giungere in tempi alla resa operativa di questa figura e della sua struttura di supporto.

