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Legge di riforma del sistema sanitario e delle Società della Salute: la dichiarazione di voto in aula della Capogruppo Sgherri

2008-10-29

 

 

 

Dichiarazione di voto della Capogruppo Sgherri sulla Legge 40

 

La questione della costituzione delle società della salute come nuova forma di organizzazione dell’assistenza territoriale è stata sin dall’inizio fortemente contrastata da Rifondazione Comunista.

 

Eravamo allora pienamente consapevoli delle forti criticità, per non usare un aggettivo più forte come fallimento, presentate dalle conferenze dei sindaci proprio sulla realizzazione dell’obiettivo centrale dell’integrazione tra sociale e sanitario.

 

Le conferenze dei sindaci si erano rivelate luoghi frettolosi di decisione dove i comuni invece di riappropriarsi, almeno in parte, delle competenze sulla sanità adeguavano le loro scelte al vero decisore della conferenza che rimaneva l’Azienda.

 

Con le prime sperimentazioni delle Società della Salute, però, rispetto alla priorità dell’integrazione tra sociale e sanità, a nostro avviso, poco è stato realizzato. Al contrario si è assistito ad un ulteriore esautorazione dei consigli elettivi sulla programmazione che riguarda la parte del sociale.

 

Proprio su questo punto critico, per noi centrale, abbiamo concentrato la nostra attenzione su questa legge, chiedendo e ottenendo che nella stessa venisse recepito un nostro emendamento, nel quale è previsto che gli atti di programmazione, ad iniziare dal Piano Integrato di Salute, dovranno avere il parere preventivo dei Consigli Comunali.

 

Riteniamo, anche alla luce di quanto ho appena affermato, che quanto stiamo andando ad approvare sia una legge comunque  importante.

 

Si tratta di un testo  che introduce novità positive e significative come  l’attuazione del principio dell’equità del sistema- attraverso il superamento delle diseguaglianze nell’accesso al servizi sanitari- , e la valorizzazione della partecipazione dei cittadini e degli operatori.

 

Scelte che abbiamo non solo genericamente condiviso, ma che sono il frutto di nostre specifiche richieste e di un lavoro politico lungo e complesso.

 

Per ritornare sul tema specifico delle Società della Salute se da un lato manteniamo un giudizio fortemente critico sui rischi di rottura del sistema sociosanitario che l’attribuzione della gestione ad esse comporterà (in particolare nel percorso di continuità assistenziale); dall’altro pensiamo che grazie alla nostra tenacia nel contrastare questo rischio, almeno ad oggi, siamo riusciti a depotenziarne gli effetti limitandone la sfera gestionale; in particolare facendo approvare una norma transitoria che, almeno sino al prossimo piano integrato sociosanitario, blocca il trasferimento di settori di attività proprie della continuità assistenziale come la psichiatria, le dipendenze, i consultori ecc.

 

Deve essere chiaro comunque che la partita non è chiusa ma solo rimandata ai prossimi atti di programmazione (il nuovo piano integrato sociosanitario regionale). Occasione in cui saremo pronti a riprendere nuovamente la nostra battaglia.

 

Infine, sempre sul tema delle società della salute, abbiamo registrato positivamente come il testo uscito dal lavoro in Commissione abbia recepito molto di quanto avevamo proposto su questioni niente affatto marginali.

 

Ho citato prima quella sul ruolo delle assemblee elettive, ma un'altra questione per noi significativa riguarda le garanzie contrattuali dei lavoratori dei settori interessati alla riorganizzazione.

 

Nel primo caso era necessario ridare un ruolo di programmazione e di indirizzo ai Consigli Comunali che ne erano stati completamente esautorati e ci siamo riusciti.

 

Nel secondo era necessaria l’assunzione per gli operatori del contratto della sanità pubblica è anche questo è stato ottenuto.

 

Un risultato importante - quest’ultimo – raggiunto e niente affatto scontato, anche se sicuramente lascia aperta la voragine delle condizioni dei lavoratori e degli operatori dei servizi esternalizzati, in particolare delle cooperative sociali -questione che va  seriamente affrontata, iniziando un concreto processo di internalizzazione dei servizi stessi.

 

Risultato che, insieme agli impegni di proseguire nel percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari delle agenzie regionali sul quale vi è l’impegno della Regione, costituisce anche una forte azione di contrasto da parte della nostra Regione nei confronti del Governo, a difesa del sistema dei servizi a carattere universale.

 

Monica Sgherri

 


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