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Fiume Cecina, progetto idros

Interrogazione scritta contro progetto IDROS: l’acqua dell’invaso potrà essere utilizzata solo per fini industriali

2005-06-22


OGG: Interrogazione a risposta scritta
“Contro il progetto Idros Integrato sul fiume Cecina”

Premesso che in questi anni i Comuni dell’alta e della bassa Val di Cecina, e il Comitato per la difesa della Val di Cecina, hanno presentato diverse opposizioni al contratto tra l’Ente Tabacchi e la Società Solvay per lo sfruttamento, trentennale rinnovabile, dei giacimenti di salgemma di proprietà dello Stato, ubicati nei Comuni di Ponteginori e Saline di Volterra. Così come le istituzioni locali e ambientaliste hanno denunciato il degrado ambientale causato da un enorme emungimento delle acque del Fiume Cecina e l’estrazione selvaggia del salgemma, con conseguente gravi subsidenze e pericolosità per le popolazioni interessate.          

 

Considerato che il 26 luglio 2001 fu siglato un Protocollo d’intesa (sul contratto tra ETI SALE e Società Solvay) tra Regione Toscana – Provincia di Pisa – e i Comuni interessati, nel quale si prevedevano una serie d’obblighi alla Solvay, per le ricadute negative sul territorio dovute all’estrazione del salgemma, impegnandola a presentare, entro il 31/10/2001, un progetto mirato alla diversificazione delle zone d’approvvigionamento idrico, ed alla individuazione delle modalità di riduzione degli emungimenti durante il periodo estivo.

 

Tenuto conto che la società Solvay, il 29 marzo 2002, presentava una prima proposta d’intervento, respinta dal Comitato tecnico di Bacino, e in seguito proponeva un nuovo progetto denominato (Progetto Idros Industriale) che prevede un utilizzo delle acque del Fiume Cecina solo a fini industriali, e la realizzazione di invasi nel Comune di Montescudaio, per catturare ed immagazzinare le acque di piena del fiume da utilizzare durante la secca del periodo estivo.

 

Visto che la Conferenza dei servizi del 2/12/2003 recepiva il nuovo progetto, a condizione che fosse integrato con la realizzazione di uno stoccaggio aggiuntivo da destinare al fabbisogno idropotabile di ASA,

 

Tenuto conto che la Giunta Regionale - con D.G.R n°4 del 12/01/2004 esprimeva (tenendo conto del pronunciamento della C.D.S.) la relativa pronuncia di compatibilità ambientale, subordinandola alla realizzazione dello stoccaggio aggiuntivo da destinare al fabbisogno idropotabile per utilità pubblica, destinando all’operazione un finanziamento pubblico di circa 17 milioni di euro.

 

Considerato che il 12 maggio 2004 è stato presentato il progetto IDROS INTEGRATO dal Consorzio IDROA, costituito dalla Solvay e dall’ASA (gestore del Servizio idrico integrato).

 

Considerato altresì che il progetto IDROS INTEGRATO prevede la realizzazione (con i soldi pubblici europei 17 milioni di euro) di un invaso in località Fiorino, per accumulare le acque di piena del fiume Cecina, in modo da consentire alla Solvay di prelevare acqua dal fiume, con la conseguenza di depositare i sedimenti inquinanti, che contaminerebbe tutta la falda, tutti i pozzi limitrofi e le coltivazioni, con grossi rischi per la salute degli abitanti.

 

Visto che il Consiglio Comunale di Cecina recentemente si è espresso all’unanimità contro questo progetto.

 

Tenuto conto che da notizie uscite sulla stampa locale risulta che al Tavolo Istituzionale del 18/03/05, tenutosi a Rosignano alla presenza dell’ex-Assessore regionale Franci, delle Province di Pisa e Livorno, dei Comuni interessati e dell’ASA sono stati esaminati i progetti per il recupero del Fiume Cecina riguardo al Progetto IDROS, e si è convenuto che l’acqua dell’invaso potrà essere utilizzata almeno nella prima fase, solo per fini industriali, visto che alcuni punti del Fiume Cecina sono inquinati: per la presenza di mercurio il botro Santa Marta e il sito di Canova, mentre il torrente Possera per la presenza di boro (dati ARPAT).

 

Considerato che in tal modo è venuta a mancare la finalità di utilità pubblica, ragione per cui era stata prevista una quota di finanziamento pubblico europeo pari al 60%. (circa 17 milioni di euro).

 

Considerato, inoltre, che la Solvay preleva oltre 20 milioni di mc dal fiume l’anno e la popolazione di Cecina ne consuma tre milioni, che la Solvay paga sette lire al mc mentre l’utenza domestica circa 2000 lire al mc.

 
In base a tali considerazioni il Gruppo di Rifondazione Comunista presenta un’interrogazione con risposta scritta per sapere:
 

 

·        se si intende avviare una valutazione complessiva sull’intera vicenda, e a quella relativa ai finanziamenti europei per il Progetto denominato Idros Integrato, essendo venute meno le finalità pubbliche previste;
  • quali interventi sono stati attuati o in progetto per il risanamento ambientale del fiume Cecina e dell’intero territorio interessato;
  • quali azioni legali sono state previste per il risarcimento dei danni ambientali provocati dal mercurio e dal boro;
  • quali modifiche dei canoni di affitto si intendono praticare sulle concessioni demaniali e regionali di prelievo idrico per adeguare gli introiti tariffari, alla logica di mercato e al risparmio idrico;
  • quali controlli, con contatori pubblici, sono stati realizzati per quantificare il numero di metri cubi d’acqua prelevati dalla Solvay;
  • quali interventi si intendono adottare per indirizzare la politica industriale della Solvay verso la costruzione di un impianto dissalatore delle acque marine.

 

 Il capogruppo Monica Sgherri

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