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Per un diverso governo dei rifiuti in Toscana

Necessario salvaguardare la salute evitando il riconso all'incenerimento. Puntare su riduzione e raccolta differenziata spinta. Una moratoria nella costruzione dei nuovi impianti per poter raggiungere i risultati una volta scelta la suddetta strada anti inceneritorista

2005-06-28


Il sistema di gestione dei rifiuti urbani in Toscana presenta numerose difficoltà ed alcune rilevanti emergenze a partire da quelle presenti nell’area metropolitana fiorentina. "La Piana è malata", dicono e dimostrano numerosi studi di carattere sanitario a partire dalla Valutazione d’Impatto Sanitario, e non è in grado di sopportare nessun ulteriore incremento delle pressioni ambientali, ed in particolare un nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti. Occorre piuttosto pensare ad interventi molteplici e coordinati per una progressiva riduzione degli elevati carichi inquinanti che sono presenti in tutta l’area Firenze-Prato-Pistoia.

Firenze e l’area metropolitana hanno oggi gli strumenti di conoscenza scientifica, la spinta consapevole dei cittadini/e ed una più matura riflessione politica per puntare a soluzioni nuove e più avanzate per la gestione dei rifiuti. Soluzioni che possono permettere di superare la diseconomia e la nocività del sistema discarica-inceneritore, e che possono divenire modello di riferimento positivo e generale per tutta la regione Toscana.

Per questo noi proponiamo che, proprio a partire dai problemi della Piana di Firenze, si apra un confronto più ampio, a carattere regionale, per un diverso governo del sistema dei rifiuti, fondato sul ritorno ai genuini principi ispiratori del Decreto Ronchi 1997 ( 1.Riduzione dei rifiuti; 2.Riuso; 3.Riciclaggio; 4.Recupero di materia, come ordine di priorità e non semplicemente come ordine di interventi temporali). Proponiamo quindi che vengano ripartiti seconda queste priorità originarie gli ingenti investimenti previsti per i prossimi anni nel sistema regionale dei rifiuti e destinati in prevalenza, per oltre i due terzi, a finanziare nuovi impianti di incenerimento.

Innanzitutto per realizzare politiche di riduzione reale dei rifiuti, con una diffusione ampia del compostaggio domestico, con percorsi certi di ritorno indietro dalle politiche di assimilazione e con la promozione di accordi di programma finalizzati ad incentivare la diffusione di buone pratiche nelle categorie economiche dell’industria e del commercio. Ed ancora per realizzare una sperimentazione diffusa in zone importanti della Toscana, a partire proprio dalla piana di Firenze, di pratiche di raccolta differenziata porta a porta, con attività di educazione ambientale mirate a modificare i modi di produrre e consumare, con incentivi per la formazione di nuova imprenditorialità, nuova occupazione e innovazione tecnologica nei settori di recupero dei materiali delle raccolte, con un progressivo utilizzo della tariffa puntuale al posto di quella presuntiva.

Proponiamo quindi

- che si blocchino subito con una moratoria tutti i nuovi impianti di incenerimento in Toscana, a partire da quello previsto nella piana fiorentina;

- che in tutto l’ambito regionale si inizi un periodo di sperimentazione di due anni, fortemente finanziato ed incentivato dalla Regione, con l’obiettivo di realizzare una riduzione reale della produzione di rifiuti e di raggiungere una crescita delle raccolte differenziate fino al 60%.

E’ un obiettivo realizzabile, numerose sperimentazioni in Italia lo dimostrano.

Soltanto a quel momento sarà possibile riprendere in mano il filo del discorso strategico, rilevare in modo politicamente condiviso e partecipato dai cittadini/e i problemi reali del sistema toscano di gestione dei rifiuti e realizzare gli interventi opportuni.

Noi riteniamo che a quel momento potremo tutti vedere con chiarezza come l’assurdo e nocivo dilemma discarica-inceneritori faccia ormai parte soltanto del nostro passato, e come il riutilizzo dei rifiuti possa essere migliore della loro distruzione non solo sotto il profilo ambientale, sanitario ed etico, ma anche nella logica del mercato.

Monica Sgherri

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