Sull'acqua spira un vento nuovo. Che spriri anche in Toscana
Acqua. Bene comune, bene primario. Che sia pubblico e accessibile.
2005-07-07
Noi vorremmo spiegare, nel modo più semplice possibile, la nostra posizione sulla questione dell’acqua qui in Toscana.
Noi siamo convinti che i consigli comunali, provinciali, regionali, il Parlamento siano luoghi dove si fa politica. Lo stare in maggioranza o all’opposizione non è la stessa cosa ma come partito cerchiamo di portare avanti battaglie coerenti, a tutti i livelli indipendentemente dalla nostra collocazione.
Siamo anche convinti che per incidere sulle scelte che si fanno nelle istituzioni determinante è ciò che esprime la società, o meglio i conflitti che il movimento riesce a mettere in campo .
Sui centri di permanenza temporanea, la parte più cosciente della società che si riconosce nell’Unione, o meglio, il movimento è contro. Quei governatori, compreso Martini, che in Puglia hanno scelto di non farli o, dove ci sono, di chiuderli, sono più in sintonia con la società che con le loro maggioranze consiliari.
Altro esempio, la guerra. In Parlamento le forze politiche a favore del ritiro immediato, alla Zapatero, dall’Iraq sono una esigua minoranza anche all’interno dell’Unione. Di sicuro, però, rappresentano la parte più cosciente della società, il movimento.
E veniamo all’acqua. Qui in Toscana la parte più cosciente della società è contro la presenza dei privati anche nella gestione dell’acqua. E a sostenere questa posizione c’è, visibile, attivo, un movimento. Quel movimento non l’abbiamo messo in piedi noi anche se dentro, fra i più attivi, ci sono tanti nostri militanti. Noi siamo in sintonia con quel movimento e siamo intenzionatissimi a rappresentarlo nel Consiglio regionale..
Non ci fosse quel movimento saremmo in difficoltà fra la volontà di riaffermare i nostri incrollabili principi e la pressione a ridurre al minimo i danni dei privatizzatori. Come lo siamo stati a Roma. Nella capitale nonostante che Rifondazione sia in maggioranza non abbiamo mai condiviso la scelta di privatizzare il servizio idrico votando sempre contro e continuiamo costantemente a contrastarla. Siamo stati tra i promotori del referendum in città contro la privatizzazione della gestione dell’acqua. Non è stato raggiunto ll quorum ma ben il 47% della popolazione ha partecipato al voto. Ma non ci siamo arresi: oggi a Roma sta nascendo un ampio e articolato movimento per la ripubblicazione di Acea e ovviamente siamo tra i protagonisti. di questa iniziativa..
La gestione dell’acqua può essere intermente pubblica. Solo 38 ATO su 98 hanno affidato il servizio idrico a un soggetto gestore esterno e di questi ben 12, equivalenti a circa 350 comuni, hanno scelto una società intermanente pubblica. Provincia e Comune di Torino hanno affidato il servizio ad una municipalizzata, di questi giorni è la notizia che anche a Siracusa si torna indietro e si opta per una società tutta pubblica.
Gestire con solo soci pubblici si può. E’ esclusivamente una questione di scelta politica. Si risponda nel merito senza inoltrare nella discussione argomenti denigratori.
In Italia spira un vento nuovo: importanti regioni stanno tornando indietro sulla scelta della società pubblico-privata.
Auspichiamo che anche la Toscana sappia cogliere e rispondere a quanto matura in Italia, in Europa, nel mondo.

