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Sullo sciopero generale per la sicurezza sul lavoro

La forte adesione e la grande manifestazione di Firenze ripropongono l'urgenza di affontare la sicurezza e le condizioni di lavoro

2005-06-23

Lo sciopero generale e la manifestazione che si è svolta a Firenze hanno registrato una adesione e una partecipazione convinta, al di là delle aspettative. E’ il segno dell’urgenza con cui è sentita dalle lavoratrici e dai lavoratori la ripresa di una iniziativa e di una mobilitazione forte sulle questioni della sicurezza e delle condizioni di lavoro, sull’emergenza rappresentata dalla catena inaccettabile di morti e incidenti che vede la Toscana fra le ragioni più colpite e che ha dovuto registrare nello stesso giorno dello sciopero il nuovo dramma della morte di Riccardo Casseri.

Gli "incidenti" colpiscono soprattutto i lavoratori delle piccole imprese e delle ditte che lavorano in appalto e sub-appalto. Sono legati all’organizzazione del lavoro e all’intensificazione dei ritmi, alla crescita dell’area del lavoro nero o sommerso. Sono alimentati dai processi di precarizzazione, dalla condizione di ricatto a cui sono sottoposti un numero crescente di lavoratori.

Gli infortuni sul lavoro sono l’altra faccia delle strategie liberiste affermatesi in questi anni, dell’abbandono di ogni intervento pubblico e di politica industriale, dell’idea che si potesse competere nel mercato globalizzato, continuando a comprimere salari e diritti dei lavoratori. Una ricetta tanto fallimentare sul piano economico, causa prima della recessione che ha colpito l’Italia, quanto ingiusta su quello sociale.

Se questo è il quadro, impegnarsi seriamente per contrastare la piaga inaccettabile degli infortuni sul lavoro, richiede la messa in campo di una pluralità di strumenti. Serve una riorganizzazione della prevenzione, con l’incremento delle risorse a disposizione e il coordinamento effettivo e permanente degli organi preposti al controllo. Serve una ripresa di capacità di contrattazione e conflitto sull’organizzazione del lavoro. Serve una svolta nella politica economica e del lavoro. Di questo ha discusso ieri anche il Consiglio Regionale della Toscana con l’approvazione di un ordine del giorno che ha visto il voto favorevole anche di Rifondazione Comunista. Il Consiglio si è impegnato a procedere ad una verifica dell’efficacia dei servizi di prevenzione, a discutere entro la fine dell’anno la legge regionale sugli appalti, a superare il criterio del massimo ribasso, a promuovere interventi di contrasto alla precarietà del lavoro e di promozione del lavoro stabile. L’abbiamo intesa come l’apertura di un percorso da verificare, ma su cui concentreremo il massimo della nostra iniziativa, anche riaprendo la discussione sulle proposte che avevamo presentate e che non erano state accolte in sede di confronto con Toscana Democratica sulla legge sul mercato del lavoro.

Crediamo cha la situazione richieda il massimo impegno. Per non ritrovarci a discutere dell’emergenza. Per poter dire che qualche passo avanti è stato finalmente compiuto.

Roberta Fantozzi, Consigliera Regionale Rifondazione Comunista

Daniella Vangieri, Segreteria Regionale Rifondazione Comunista


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