Sulla crisi della Zanussi
La vicenda di quest'azienda è indicativa della crisi e della mancanza di volontà aziendale di salvaguardare l'economia del territorio
2005-06-27
La vicenda della Zanussi risulta, ancora una volta indicativa, del momento di grave crisi economica che stiamo attraversando. Oltre 200 lavoratori, infatti, sono a serio rischio di licenziamento e, comunque, se niente si smuove nei prossimi giorni, riceveranno le lettere di entrata in mobilità.
La posizione dell’azienda è stata, sinora, di completa chiusura alle proposte avanzate dal consiglio di fabbrica per tentare una soluzione della vertenza. Proposta che vede un netto rifiuto della mobilità prospettata dall’azienda, e chiede, al contrario, l’attivazione dei contratti di solidarietà; ma, soprattutto, la certezza di investimenti a sostegno della produzione locale. Posizione, questa, sostenuta dalle organizzazioni sindacali, e, che, anche a nostro avviso, segnerebbe un elemento di sblocco concreto dell’attuale drammatica situazione.
Il 30 di giugno è previsto un incontro, con l’apertura di un tavolo, tra l’azienda e le istituzioni locali e regionali per tentare di trovare una soluzione definitiva, che salvaguardi, in primo luogo, i lavoratori ed il loro posto di lavoro. Noi, come rappresentanti del Gruppo di Rifondazione Comunista, non solo, abbiamo voluto, significare con la nostra presenza al fianco dei lavoratori, oggi, davanti ai cancelli della Zanussi, tutta la nostra solidarietà, ma ci impegneremo, sin da subito, a fare quanto nelle nostre possibilità, sia a livello istituzionale, che di mobilitazione politica, affinché prevalga la soluzione proposta dal consiglio di fabbrica, e siano scongiurati non solo i licenziamenti, ma anche il ridimensionamento di un’altra realtà aziendale della nostra Regione.
Il Consigliere Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
Luca Ciabatti

