Appello per il voto al referendum sulla procreazione assistita
Le consigliere Regionali, appartenenti a diversi gruppi politici, lanciano un appello al voto sul referendum. Importante andare a votare
2005-06-07
Noi, elette nel Consiglio regionale della Toscana ed appartenenti a diversi Gruppi consiliari, considerando lo strumento referendario un’occasione importante di partecipazione e di democrazia, ci rivolgiamo a tutte le cittadine ed a tutti i cittadini di Toscana affinché il 12 e 13 Giugno si rechino alle urne per partecipare alla consultazione referendaria indetta per la parziale abrogazione della legge 40/2004 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita".
In oltre venti anni di applicazione delle tecniche di procreazione assistita, nel nostro Paese decine di migliaia di coppie hanno potuto porre rimedio ad una patologia sempre più diffusa quale quella della infertilità, che oggi si stima colpisca una coppia su cinque, nonchè prevenire la trasmissione di malattie genetiche. A partire da questi problemi, il Consiglio Regionale, ancor prima della legge 40/2004, ha approvato un regolamento sulla fecondazione assistita, con norme specifiche per l’accreditamento dei 18 centri oggi esistenti in Toscana che effettuano la fecondazione medicalmente assistita.
Attorno alla legge sulla procreazione si è aperto nel Paese un vasto ed articolato dibattito, con rilevanti implicazioni in tema di libertà di cura, libertà di ricerca scientifica, diritto alla salute, autodeterminazione femminile, autonomia della professione medica; tale dibattito ha consentito l’emergere di diverse posizioni - espressione di un travaglio culturale, umano e religioso legittimo e da rispettare - che si confronteranno in occasione del Referendum popolare che sottopone al giudizio delle elettrici e degli elettori quattro quesiti parzialmente abrogativi della legge 40/2004.
La legge n. 40 del 19 febbraio 2004 introduce rilevanti restrizioni nelle tecniche di fecondazione assistita e nella possibilità di ricorso ad esse, prescrivendo in maniera rigida il numero massimo di embrioni che è possibile produrre, con l’obbligo di trasferirli comunque nella donna, il divieto di crioconservazione degli embrioni sovrannumerari, il divieto di diagnosi preimpianto, il divieto di ricorso alle tecniche in casi di malattie genetiche trasmissibili di uno dei soggetti della coppia, il divieto di fecondazione eterologa, il divieto di recedere dal consenso.
Inoltre, la legge 40 vieta la sperimentazione e la ricerca sugli embrioni sovrannumerari, compresi quelli prodotti prima della legge 40 che la stessa legge prevede rimangano congelati per un tempo indefinito, impedendo così la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, promettente strada per la cura di malattie oggi incurabili quali alzheimer, parkinson, sclerosi, diabete, patologie cardiovascolari, malattie neurodegenerative.
Dall’entrata in vigore della legge 40 un elevato numero di coppie si sono recate all’estero, come confermato da recenti dati che affermano che circa il 25% delle coppie che si rivolgono ai Centri di fertilizzazione, una volta venute a conoscenza delle limitazioni che solo in Italia la legge impone, decide di rivolgersi a centri pubblici e privati di altri Paesi, oltre ad un altro consistente numero che vi afferisce in prima istanza senza più rivolgersi ai centri italiani. In Toscana, inoltre, dopo l’entrata in vigore della legge 40/2004, sono calati il numero delle prestazioni di procreazione medicalmente assistita e la percentuale di gravidanze avviate con successo, a fronte di un aumento degli aborti legati all’obbligo dell’impianto di tre embrioni.
Sulla base di queste valutazioni di merito, riteniamo la legge 40/2004 fondata su una concezione di parte che vede uno sbilanciamento dei diritti del concepito rispetto a quelli della donna. Questa legge crea anche i presupposti per mettere in discussione la legge 194/78 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza", in quanto i diritti del concepito risultano prioritari anche rispetto ai diritti dell’embrione e del feto.
Fabiana Angiolini, DS, Anna Annunziata, DS, Giuliana Baudone, Alleanza Nazionale, Daniela Belliti, DS, Caterina Bini, Margherita, Annarita Bramerini, DS, Anna Maria Celesti, Forza Italia, Susanna Cenni, DS Roberta Fantozzi, Rifondazione Comunista, Lucia Franchini, Margherita, Ambra Giorgi, DS, Bruna Giovannini, DS, Alessia Petraglia, DS, Rosanna Pugnalini, DS, Monica Sgherri, Rifondazione Comunista, Mariella Zoppi DS

